.:[Cipolla Rossa/4]:.
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.:[Short]:.

Non sei un vero padre se non vai, almeno una volta nella vita, a prendere tua figlia all’uscita dall’ora di danza propedeutica. Ovviamente affrontando DA SOLO, spogliatoio e rito di cambio della bambina.
Ho trovato molto piu’ facile l’esame di maturita’ e quello di guida.
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.:[Ma che burlone]:.
Ricominciano le figure barbine fatte in qualita’ del “Presidente del Consiglio” italiano…. 
Mimare la mitragliatrice nei confronti di una giornalista russa che osa fare domande private al suo amicone Putin, e’ un gesto di gran classe.
…ma ddai… si vede che scherza. Guardate lo sguardo sorridente, gli occhi pieni di ironia.
Bah… la solita malizia di sinistra.
L’importante e’ guardare gli occhi… gia’… gli occhi… lo specchio dell’anima…
Buon weekend a tutti.
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.:[Cipolla rossa/3 e commenti post elettorali]:.
Ciao a tutti.
Sono state giornate e nottate pesantissime. Da Domenica pomeriggio a tutto stamattina ero impegnato a sopravvivere all’attacco estremista di un virus.
Le elezioni sono andate come ben sapete. Non c’è bisogno che mi ci metta anch’io ad agitare nel torbido. Vi dico solo che ho tradito gli ideali che mi imponevano l’astensione perche’ all’ultimo ho avuto paura, terrore di quello che e’ poi successo.
Mi sono turato il naso, ho fatto finta di fare la cosa giusta e ho votato al Senato per Rita Borsellino (almeno e’ una persona che merita) e alla Camera “Per il Bene Comune”.
Ho seguito quello che ritengo un’analisi corretta della situazione pre-elettorale di Vittorio e mi sono convinto a votare ancora una volta il meno peggio.
Non e’ servito assolutamente a nulla e adesso ci ritroviamo con un parlamento che di rosso ha solo il colore dei posti a sedere.
Io non sono mai stato comunista ne uno sfegatato di sinistra, ma ritengo che ci siano valori che la sinistra rappresenta e che devono essere presenti in parlamento. Continuo a pensare che questa legge elettorale faccia acqua da tutte le parti e che si appresta un quinquennio molto duro.
Ho cambiato lo stile del blog ed ho ancora scritto “lavori in corso” dappertutto, ma l’header rosso vuole sperare in qualcosa di meglio per il futuro.
E adesso e’ meglio che vada. Sono ancora debole per occuparmi di politica a.. mente piena…

La vignetta di oggi ha un titolo:
In fondo sono solo cipolle.
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.:[Cipolla Rossa/2]:.
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Ora ci ho preso gusto… peggio per voi.
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.:[Cipolla Rossa/1]:.
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Debuttano oggi i personaggi di miei piccoli esperimenti con la matita. Spero gradiate.
Perdonate la “qualita’”
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.:[Le Grandi Opere]:.
Bla bla bla bla… i nostri politici, di qualsiasi colore siano, continuano a parlare senza fare niente in concreto.
Io sono orgoglioso di potervi presentare risultati veri e reali. Le grandi opere sono in piena esecuzione e senza nessuna tassa aggiuntiva per le tasche del popolo italiano.
Vi propongo una galleria fotografica in cui vi mostro la realizzazione di alcune delle opere indispensabili per il progresso socio-sentimentale del nostro sofferente paese.
Opera architettonica ed ingegneristica di difficolta´ elevatissima. I tentativi che l´impresa ha dovuto fare prima di trovare il giusto equilibrio sono stati tantissimi e a volte si sono conclusi con cerotti e lacrime. Il risultato e´ notevole e bisogna ammettere che in questo caso la capacita´ dell´ingegno e della perseveranza degli italiani viene ampiamente dimostrata. Tempo di realizzazione esattamente 4 anni e 9 mesi dall’avvio dei lavori del 14 luglio 2003.
2. Il colosseo, restaurazione.
Questo e´ uno dei monumenti che hanno dato lustro e gloria al nostro paese. L´attivita´ di restaurazione ha comportato ingenti sacrifici da parte del pool di imprese che si sono prese l´incarico. Il risultato, anche in questo caso, fa onore a chi ha prestato il proprio ingegno e talento per poter far risplendere questo gioiello della nostra epoca antica. Tempo di realizzazione 17 mesi dall’inizio delle attivita’ il 10 novembre 2006.
3. TAV, traforo in Val di Susa.

Sebbene sia, insieme al ponte sullo stretto, una delle grandi opere piu´ controverse, siamo sicuri che anche Beppe Grillo sarebbe lieto di vedere come sia stato possibile ottenere un cosi´ brillante risultato senza arrecare nessun danno all´ambiente e alle popolazioni della martoriata Valle. Gli ingegneri hanno ottenuto un geniale compromesso fra utilita´ pratica e salvaguardia ambientale. Tempo di realizzazione 17 mesi.
4. Laguna di Venezia, acqua Alta.

Sono decenni che i vari governi, nazionali, regionali e locali, hanno promesso, millantato, offerto soluzioni per risolvere l´annoso problema dell´acqua alta a Venezia. Il MOSE si e´ rivelato come un pozzo mangia soldi, ma, come ormai siamo abituati a vedere, una soluzione semplice e geniale ha trovato la risposta giusta. Togliere il tappo. Grazie ancora all´acume e allo spirito di adattamento della classe lavoratrice tricolore.
5. A3, Salerno – Reggio Calabria.

Questa e’ l’unica opera rimasta incompiuta. Gli sforzi delle maestranze e degli ingegneri si sono scontrate con la dura realta’ di una criminalita’ organizzata che tende a mettere a soqquadro qualsiasi tentativo di sistemazione o riassetto. Il governo familiare dubita di riuscire a concludere il tutto in tempi brevi.
6. Lavorare in sicurezza.

Ovviamente tutti gli operai sono dotati di casco di sicurezza che limita la possibilita’ di subire danni. In questo esempio vediamo la piu’ giovane manovale che ostenta sicumera nell’utilizzo di questo indispensabile attrezzo di lavoro. Da notare il radioso sorriso che esprime la gioia di poter contribuire alla ricchezza emozionale del nostro paese..
Questo post e’ dedicato a mia madre, che oggi compie gli anni e che se potesse vedere con occhi, cuore e mente sani le sue due nipoti, ne sarebbe felice e orgogliosa.
Come avete visto ho voluto scherzare un po´ su argomenti seri per farvi rivedere le mie due pupe, quanto siano cresciute e per spiegarvi di quanto impegno, sacrificio e orgoglio corredano le giornate mie e di mia moglie per “star loro dietro”.
PS1.
Ovviamente sono contrario a TAV e ponte.
PS2.
Sconsiglio vivamente i genitori con cuore debole di accompagnare i propri bambini (diciamo dai 3 anni in su) al parco. Ogni evoluzione su anelli, scivoli, ponti tibetani, ecc. ecc. provocano scariche di adrenalina pari a 20.000 volt. Valium necessitat.
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.:[La Democrazia vista da un marziano]:.
Vorrei tantissimo averlo scritto io, ma mi limito solo a riportarlo:
colloquio ipotetico con un marziano in visita sulla terra.
L’altro giorno e’ venuto a trovarmi da Marte un amico che non vedevo da moltissimo tempo. Come e’ noto infatti i marziani vengono raramente sulla terra, e quando lo fanno trovano sempre mille occasioni per stupirsi di noi. Questa volta non e’ stato diverso.
Il mio amico aveva sentito dire che ‘fra poco ci saranno le elezioni’, e voleva sapere da me che cosa fossero.
- Le elezioni – gli ho spiegato – sono il momento piu’ importante nella vita di una democrazia.
- E cos’e’ una democrazia? – mi ha chiesto lui.
- Una democrazia e’ un sistema di governo basato sulla volontà del popolo.
- Cioe’?
- Vuol dire che e’ il popolo a decidere cosa si deve fare, nella cosa pubblica. Democrazia infatti significa ‘potere del popolo’.
- E come fate, a decidere cosa si deve fare? Con sessanta milioni di persone da accontentare…
- In una democrazia si accetta gia’ in partenza la volonta’ della maggioranza, e gli altri si devono adeguare.
- D’accordo, ma come fate a esprimere queste scelte? Tecnicamente, intendo dire: non mi dirai che ogni volta che c’e’ da decidere qualcosa telefonano a tutti i cittadini ….
- No, certo che no. La nostra infatti e’ una democrazia di tipo ‘rappresentativo’. Vuol dire che viene scelto un certo numero di persone, alle quali si dà il compito di rappresentare la volonta’ di tutti gli altri. Poi sono loro ad occuparsene.
- Ah, capisco. E come le scegliete, queste persone?
- Con le elezioni, appunto. E’ proprio questo che avviene fra qualche giorno. Andiamo in un posto speciale, che si chiama seggio elettorale, e la’ ciascuno indica chi vuole che vada a governare in nome suo.
- Interessante, come sistema. Ma… potete scegliere chiunque?
- Teoricamente si, chiunque ha diritto di essere eletto. In realta’, per evitare che ciascuno elegga suo cugino, prepariamo prima delle liste apposite, e i nomi vengono scelti fra quelli.
- E come decidete i nomi da mettere sulle liste? Tirate a sorte?
- No, non ce n’e’ bisogno. Ci sono delle persone che si offrono spontaneamente per fare questo mestiere. Si chiamano politici, e si ‘candidano’ cioè si propongono – per essere eletti.
- Devono essere persone particolarmente generose, commento’ il mio amico – se vogliono dedicarsi alla cosa pubblica mettendo in secondo piano i loro interessi privati.
- Oddio … diciamo che comunque vengono ricompensati adeguatamente per quello che fanno. Lo stipendio di un politico non e’ proprio da buttare via.
- Beh, mi sembra giusto. Dopotutto, si assumono delle grosse responsabilita’, ed e’ giusto che siano compensati in maniera adeguata.
Il mio amico riflette’ per un attimo, poi disse:
- Ma, scusa… come fate voi a scegliere le persone che vi devono rappresentare?
- Le votiamo, te l’ho appena detto.
- Questo l’ho capito – disse con un tono leggermente seccato – Intendevo dire, come fate a scegliere un candidato piuttosto che un altro? In base a che cosa li scegliete? Li conoscete tutti di persona?
- No, certo che no. Li scegliamo in base alle loro proposte. Quando un politico si candida, spiega che cosa intende fare una volta arrivato al governo.
- Ah, ecco! Ora capisco.
- Si chiama campagna elettorale. Nel periodo che precede le elezioni, i politici vanno in giro un po’ dappertutto, nelle piazze come in televisione, e spiegano agli altri cittadini quali sono le loro intenzioni se saranno eletti a governare. A quel punto i cittadini hanno la possibilita’ di scegliere a ragion veduta…
- Capisco.
Ci fu una breve pausa, poi il mio amico disse:
- Ma, scusa… se per caso il politico, una volta eletto, non fa quello che aveva promesso di fare, voi come vi regolate?
- Devo dire che hai messo il dito nella piaga, caro amico, perché il problema della democrazia e’ proprio questo: i politici promettono, ma non mantengono quasi mai.
- ‘Quasi mai’? Addirittura?
Annuiii con la testa, tristemente.
- Forse si assumono degli impegni troppo gravosi, suggeri’ il mio amico – per poi poterli mantenere?
- No, anzi, e’ l’esatto contrario! Gia’ ti fanno delle promesse vaghe e fumose, e poi riescono a non mantenere nemmeno quelle.
- Ma allora perché li votate, scusa?
- Li votiamo… beh, li votiamo perché non abbiamo scelta.
- Come, non avete scelta? Non mi hai appena detto che alle elezioni si puo’ candidare chiunque?
- Si’, teoricamente si’. In pratica però ti trovi davanti sempre le stesse persone da trent’anni a questa parte.
- Forse quel lavoro non e’ cosi’ appetibile, e non ci sono altri che si offrono…
- Ma figurati! Anzi, e’ talmente appetibile che una volta arrivati al potere questi fanno di tutto per non doverlo piu’ mollare.
- Ad esempio?
- Ad esempio fanno delle leggi per cui non voti piu’ i singoli individui, ma voti un partito. Dopo sono quelli del partito a decidere chi andra’ a governare.Raramente mi era capitato di vedere un marziano strabuzzare gli occhi in quel modo. Le piccole antenne sulla testa cominciarono a girare veloci, e mi sembro’ persino di veder uscire un po’ di fumo dalle sue orecchie.
- Ma come? – disse sconcertato – Non era il popolo che doveva scegliere chi lo deve rappresentare al governo?
- Era. Ma loro hanno cambiato la legge apposta, proprio per evitare di dover cedere il potere a qualcun altro.Le antenne si fermarono di colpo, gli occhi tornarono normali, e il mio amico mise in mostra un grandissimo sorriso:
- Ma allora la soluzione e’ semplicissima, disse.
- Sentiamola, questa soluzione semplicissima.
- Basta smettere di votarli, no?
- Certo. Hai scoperto l’acqua calda.
- Perche’, scusa? Non mi dirai che ti obbligano a votarli con la pistola puntata alla tempia….
- No, certo che no. Se io volessi potrei tranquillamente starmene a casa, invece di andare a votare.
- E allora?
- Il problema sono gli altri: anche se io stessi a casa, non cambia comunque nulla. Gli altri vanno tutti a votare, e le cose rimangono immutate.
- Ma perche’, gli altri non la pensano come te?
- In che senso?
- Voglio dire, gli altri sono contenti di come stanno le cose, invece?
- No, non credo proprio! Almeno, a sentire in giro si lamentano tutti.
- Ma allora basta che vi mettiate d’accordo, no?
- Non serve a niente. Anche se l’80% della popolazione decidesse di non votare, con il 20% dei voti quelli si fanno eleggere lo stesso. Teoricamente, basta un solo voto, e quelli rimangono comunque al potere.
- C’e’ qualcosa che non mi quadra, disse il mio amico, aspetta un attimo.Da verde pisello, la sua pelle era diventata di un blu profondo. I marziani prendono sempre quel colore, quando pensano con intensità . Dopo un certo tempo, il volto del mio amico torno’ del suo normale colore.
- Ho cercato di computare tutte le informazioni che mi hai dato, ma il mio cervello segnala una incongruenza logica che non riesco a individuare. Dunque, ricapitoliamo: tu mi hai detto che ‘democrazia’ significa potere del popolo, giusto?
- Giusto.
- E mi hai anche detto che in una democrazia la minoranza accetta sempre il volere della maggioranza, giusto?
- Giusto.
- Ma se quelli vanno al governo con il 20% dei voti, come fanno a dire che rappresentano la maggioranza?
- Infatti, non la rappresenterebbero.
- Ma allora non possono avere il diritto di restare il governo, scusa!
- Pero’ ci resterebbero lo stesso.
- D’accordo, ma con quale autorita’ potrebbero promulgare una qualunque legge?
- Con l’autorita’ che si danno loro stessi.
- Con l’autorita’ che gli ha dato il 20% dei cittadini, vorrai dire.
- Si’, certo. Ma che differenza fa?
- La differenza e’ che non sei piu’ obbligato a rispettare le leggi che fanno, perche’ non esprimono più la volontà della maggioranza.
- Forse non sono stato chiaro, dissi – ma io parlavo della maggioranza dei votanti, non degli italiani. Quelli che non vanno a votare non contano nulla. Ecco perche’ io vado a votare comunque.
- Scusa, ma non capisco.
- Voglio dire che se io non voto mi devo sottomettere alle scelte degli altri.
- Ma anche se voti, ti devi sottomettere alle scelte degli altri, no?
- No, se voto scelgo io.
- Ma se mi hai appena detto che ti ritrovi davanti sempre le stesse persone, e che nessuna di queste ti va bene, che razza di scelta e’ la tua?
- Beh…, esitai. In realta’, non sapevo cosa rispondere.
- E’ una illusione di scelta la tua, non e’ una scelta vera.Ci fu un lungo silenzio, poi il mio amico disse:
- Ora l’ho capito, dove sta il trucco: si illude la gente di scegliere, perche’ e’ indispensabile la loro firma per poter comandare, e poi si conta sul fatto che ciascuno abbia paura delle scelte degli altri, per continuare a vederli votare comunque. Geniale, devo dire, come idea. Feroce, ma geniale.
- Ma perche’, scusa, chiesi io. Su da voi come fate?
- Noi in un certo senso la democrazia la pratichiamo gia’, anche se non l’abbiamo mai formalizzata in quel senso.
- E cioe’?
- Ciascuno di noi fa quello che gli sembra giusto, e non fa quello che gli sembra sbagliato, indipendentemente da cio’ che fanno gli altri. Ognuno risponde al suo codice morale, e sa da solo quali siano i limiti alle sue azioni. Ciascuno si assume le proprie responsabilita’, e segue come regola il principio di non fare agli altri quello che non vorresti fatto a te stesso.
- Tutto qui?
- Perche’, ti sembra poco? Prova tu a rubare, sapendo che non ti piacerebbe essere derubato. Prova tu ad uccidere, sapendo che non ti piacerebbe venire ucciso….
- D’accordo, in linea di principio e’ bellissimo. Ma, nella pratica, le cose funzionano?
- Abbastanza. Ogni tanto succede che qualcuno si lamenta per il comportamento altrui, ma di solito e’ sufficiente dirlo a voce alta perchè l’altro di ravveda, e corregga le sue azioni.
- Seeee…. Qui manco se urli per tre giorni la gente ti ascolta, altro che ‘voce alta’. Noi siamo lontani anni-luce da una civilta’ del genere.Mi guardo’ con una sfumatura di compassione, mentre diceva:
- Lo so. Me ne rendo conto. Pero’ il problema non sta nella democrazia, come dici tu. Anzi, a me sembra un sistema ottimo, quello che mi hai descritto, solo che bisogna usarlo nel modo giusto. Avete dei poteri eccezionali, e ogni volta li rimettete in mano di questa gente, senza pretendere niente in cambio. E’ ovvio che questi se ne approfittano.A quel punto il mio amico si congedo’. Aveva l’astronave che tornava su Marte, e non voleva farli aspettare. Prima di andarsene si volto’ un´ultima volta, e mi disse:
- Capisco che la strada sia lunga e dura. Ma se non cominciate a fare un passo in quella direzione, e ciascuno di voi aspetta sempre che siano gli altri a farlo…
Aveva uno strano sorriso negli occhi, come se per lui le cose fossero molto piu’ semplici di quanto ci appaiano.
In effetti, pensai piu’ tardi – e’ curioso: com’e’ che il potere lo abbiamo noi, ma a comandare sono sempre loro?
Massimo Mazzucco
Utopia? Fantascienza? Impossibile da realizzare?
Forse, ma quanti di voi credevano possibile che ci fosse una situazione come la nostra?
Riflettete gente.
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