.:[La dieta]:.
Mi trovo al ristorante.
Un ristorante di lusso, costa tantissimo e non vorrei spendere tutti questi soldi, ma ci sono obbligato… devo per forza scegliere cosa mangiare.
Arrivano due cuochi che si prodigano in salamelecchi.
Sono un cliente importante anche se fuori dal ristorante ce ne sono diversi in fila, ma i due chef devono essere gentili e cerimoniosi con tutti, sanno benissimo che ogni giudizio positivo all’uno o all’altro menu’ favorisce la conquista della famigerata “Stella cometa” della guida Duchemin.
Io guardo il primo cuoco:
Bassino, con sorriso finto, un tono di voce che ricorda i mercanti di un suhk (spero si scriva cosi’), mi vuole convincere che nel suo menu’, al contrario di quello del suo avversario, non ci sono bambini cotti.
Il suo antagonista ha il viso spento di chi fa lo stesso mestiere da decenni. Ha un tono di voce pacato. E’ piu’ giovane del suo concorrente, ma ha un che di vecchio nello sguardo.
Dietro di loro ci sono altri tre o quattro cuochi che pero’ si tengono a distanza, come se partecipassero senza avere la speranza di convincermi con il loro menu’.
Guardo il menu’ del cuoco di destra.
Mmmhh.. roba trita e ritrita… un brodino, un sacco di piatti con nomi altisonanti come Spaghetti Fini in salsa nera anzi grigia quasi bianca, Timballo della rinascita liberale, Fettuccine federali, Pasticcio del pareggio di bilancio, Arrosto dello statalismo, Brasato alla moratoria sull’aborto, ecc.
Leggo gli ingredienti, ma non si capiscono. Sono scritti in piccolissimo e quando chiedo chiarimenti, il cuoco, chiaramente piccato mi risponde:
“Non vorra’ mica criticare la mia cucina? Non posso credere che esista gente talmente cogliona da decidere per l’altro menu’”.
Mi sovviene, al sentire queste parole, quello che avevo letto su internet del cuoco di destra.
Apprezzato e idolatrato dalle riviste di cucina piu’ famose, aveva un passato tutt’altro che lindo.
Sono notorie le sue frequentazioni di fornitori di cibo scadente e si vociferano anche episodi di corruzione di alti funzionari che avevano reso inutili le ispezioni che diligenti ufficiali sanitari avevano posto in essere per la verifica di rispetto delle regole. Dopo poco tempo sono state cambiate le regole e adesso lui puo’ continuare a condurre la sua cucina. E’ proprietario di diversi giornali di cucina e anche di alcuni canali televisivi specializzati come: Orata Blu Channel e Cuoc Vadis?
Si dice che influenzi l’intero settore gastronomico e che non voglia cedere il suo potere per paura di ritorsioni.
Passo ad esaminare il menu’ di sinistra.
Anche qui trovo la solita zuppa con qualche accenno di novità , ma ben poco per giustificare il prezzo assurdo del pranzo.
Antipasti alla monnezza napoletana, Cannolicchi alla Zapatero ma anche no, Filetto in salsa rossa, ma non troppo, Trota al paese che rinasce, Barbabietola in mix nuclearis e termovalorizzatori.
Anche qui gli ingredienti non sono affatto chiari.
In questo caso il cuoco non si arrabbia e, quasi mellifluamente, prova a farmi capire che non devo guardare al menù se voglio un paese nuovo.
Gli chiedo che cosa sarebbe questo nuovo e lui mi ribatte: “… ma anche con uno sguardo al passato.”
Chiedo a tutti e due se hanno un digestivo per digerire lo “spezzatino al conflitto di interessi”, oppure qualcosa per cercare di farmi mandar giu’ la “polenta di sudditanza USA e le missioni di guerra e pace”, ma tutti e due fanno finta di non sentire guardandosi le dita come due fanno gli scolari presi in fallo dalla maestra.
Chiedo se posso avere un piatto di spaghetti alla carbonara oppure semplicemente al pomodoro casertano e basilico, ma tutti e due negano che i loro piatti possano essere cambiati per favorire i clienti. O cosi’ o pomi’ si diceva tanti anni fa.
Sono sconsolato e loro, in questo mezzogiorno del 13 aprile, mi guardano sbavando per una mia preferenza al menu’.
Io sono li con i due fogli in mano e con tanta confusione.
Scelgo il menu’ di destra o quello di sinistra oppure uno degli altri menu’ “minori”?
Do un’ultima occhiata veloce e prendo la mia decisione.
Mi alzo dalla sedia e volto le spalle ai cuochi.
Loro mi guardano senza capire.
“Ma se non sceglie qualcun altro lo fara’..”
“Che gesto di irresponsabilita..’”
“Sicuramente e’ uno mandato dal ristorante di Franco Cicala..”.
Sento le loro parole che mi inseguono senza scalfirmi.
Ho preso la mia decisione.
Sono libero di non scegliere porcherie solo perche’ sono le uniche che mi vengono proposte.
Un po’ di dieta non mi fara’ male e chissa’ che i cuochi non capiscano che se non cambiano menu’, camerieri, servizio e approccio con il cliente non lo vedranno piu’ in questo ristorante e di certo non contribuiro’ a far vincere loro la stella cometa.
Quasi leggero e contento vado a casa a farmi un panino con la mortadella.. ah no… non ce n’e’ piu’ e comunque ultimamente non mi piaceva piu’ tanto, allora vada per pane, burro e zucchero come quando ero bambino e tutto era piu’ semplice e pulito.
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